lunedì 25 luglio 2011

A chi rivolgersi in caso di problemi

Sfortunatamente quando si parla di comportamento del cane le figure coinvolte sono sempre troppe e con poche o nessuna regola che ne disciplini l’attività e la competenza professionale. Questo ovviamente va a scapito sia dei proprietari sia degli animali.

La Medicina Comportamentale è una disciplina specialistica della Medicina Veterinaria che prende in considerazione le caratteristiche comportamentali del paziente, il rapporto tra animale e proprietario, le procedure di diagnosi e trattamento dei disturbi comportamentali.

La Medicina Comportamentale Veterinaria è una disciplina relativamente recente, spesso paragonata all’addestramento o all’obbedienza, ma è importante sottolineare che, sebbene la gestione dell’animale possa giocare un ruolo sia nell’insorgenza che nella risoluzione dei problemi comportamentali, è scorretto attribuire solamente ad una cattiva gestione la causa principale dei problemi comportamentali. Infatti un comportamento inadeguato/indesiderabile è diverso da un comportamento patologico, ‘non normale’.

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L’aspetto più importante è quindi la distinzione tra comportamento normale e comportamento patologico. In un soggetto normale, infatti, il problema è puramente gestionale. In quest’ultimo caso la situazione può essere affrontata da un educatore adeguatamente preparato attraverso una corretta educazione sia del cane sia del proprietario. E’ infatti importante che l’educatore sia in grado di leggere ed interpretare quelli che sono i segnali di comunicazione tra cane e proprietario, cercando così di stabilire, nel binomio cane e proprietario, una comunicazione efficace e priva di fraintendimenti.

In un soggetto patologico, come detto precedentemente, non ci si può aspettare delle risposte normali ed è pertanto necessario innanzitutto effettuare una diagnosi del disturbo presentato dal paziente. In questo caso, oltre all’eventuale educazione del proprietario, va anche impostata una terapia che includa un protocollo di modificazione comportamentale in relazione alla diagnosi del problema affiancato, quando necessario, da un supporto farmacologico. Il Medico Veterinario competente in Medicina Comportamentale Veterinaria è la figura di riferimento in questo caso.

La ragione fondamentale è che il Medico Veterinario è appunto un medico e ha la responsabilità della cura del paziente malato. Il Medico Veterinario competente in Medicina Comportamentale Veterinaria si trova inoltre nella posizione ottimale per diagnosticare le deviazioni del comportamento normale, potendo valutare se il comportamento è realmente “ anormale” e se sussistano cause fisiche alla base del disturbo.

Il Medico Veterinario ha le competenze per valutare le diagnosi differenziali e per impostare un trattamento adeguato al tipo di patologia. Non dimentichiamo infine che talvolta le terapie prevedono l’uso anche di farmaci la cui prescrizione è di esclusiva competenza del medico veterinario.

La collaborazione tra diverse figure professionali ed il riconoscimento dei propri limiti rappresenta la combinazione vincente in un settore così complesso come quello del comportamento. Dall’inizio è opportuno che si stabilisca una stretta intesa tra il medico veterinario curante di riferimento e il medico veterinario competente in Medicina Comportamentale. Questo rappresenterà un vantaggio per il cliente (e il cane) che potrà quindi contare su due figure che si muoveranno all’unisono per la riuscita della terapia. Inoltre, molte patologie comportamentali sono multifattoriali e pertanto la collaborazione con colleghi esperti in altri settori della medicina veterinaria (per es. neurologi, dermatologi, ecc.) è necessaria e sempre molto proficua e costruttiva. L’intervento dell’educatore per aiutare il proprietario ad applicare il protocollo di modificazione comportamentale è auspicabile nella maggior parte dei casi. Poiché la collaborazione tra medici veterinari ed educatori è una modalità operativa più recente, è ancora più importante assicurarsi che ci sia collaborazione stretta per un’applicazione puntuale e corretta del protocollo comportamentale.

Se vuoi leggere gli altri articoli: link articoli precedenti.

Torneremo lunedì prossimo con un nuovo argomento.

A cura di Silvana Cavaglià e della Clinica Borgarello

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