venerdì 3 agosto 2012

Pulci cane e gatto

Conoscere il problema “pulci e zecche” è fondamentale per poter agire correttamente e ovviare a problemi consequenziali. Il sintomo più frequente nel cane è il prurito, che spinge l’animale a mordicchiarsi e grattarsi soprattutto alla base della coda, nella regione pelvica, sulla parte laterale delle cosce e nella regione inguinale. La semplice applicazione di un antiparassitario (come per esempio ) può essere molto d’aiuto in questi casi. La differenza tra pulci e zecche, molto spesso è poco chiara, tuttavia è importante conoscere le caratteristiche distintive delle due specie per poterle facilmente riconoscere e quindi agire correttamente su di esse. Le pulci appartengono alla classe degli insetti. Il ciclo evolutivo delle pulci è molto lungo: può durare fino a otto mesi: le femmine depongono in media 15-20 uova, da queste schiudono delle larve che diventeranno in seguito pupe, le quali si trasformeranno in pulci adulte, che a questo punto, saranno pronte per andare ad infestare la cute di qualche animale. Le pulci sono ectoparassiti ematofagi, ossia si nutrono del sangue di mammiferi e uccelli. Le pulci agiscono posandosi sulla superficie cutanea dell’animale e pungendo “la vittima”, le prelevano del sangue.
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Le zecche sono facilmente riconoscibili perchè sono caratterizzate da un dorso molto duro (soprattutto nel maschio). Anche le zecche percorrono un ciclo evolutivo a stadi: la femmina depone circa dalle cinquecento alle tremila uova dopo l’accoppiamento (dopodichè muoiono sia maschio che femmina). Dalle uova emergono le larve, che si trasformano poi in ninfe ed infine in zecche adulte. Anche la zecca possiede un apparato buccale pungente e succhiatore. Le zecche appartengono alla classe degli aracnidi. Sono caratterizzate da un unico cefalotorace, un addome, quattro paia di arti e assenza di antenne ed ali. Come le pulci, anche le zecche sono ematofagi, ma a differenza delle prime non effettuano salti per raggiungere l’animale (loro vittima), ma semplicemente salgono sull’animale passando dai fili d’erba al mantello.  La particolarità delle zecche sta nel fatto di far penetrare interamente nella cute dell’animale quest’ultimo ed alternare, alla fase di suzione del sangue, una fase di rigurgito di sostanze a loro non utili. Per questo è facile che le zecche possano trasmettere numerose malattie ( e cani ha dimostrato di uccidere le zecche entro 48 ore, abbattendo così il rischio di trasmissione di malattie).
La conoscenza del ciclo evolutivo di pulci e zecche è fondamentale per prevenirne l’infestazione, soprattutto perchè tale fenomeno non coinvolge solo l’animale in questione, ma anche tutto l’ambiente dove esso vive. Divani, letti, tappetti sono ottimi nidi per le larve, quindi è importante pulire costantemente e disinfettare questi spazi, anche utilizzando prodotti specifici (come per esempio ). Combattere pulci e zecche non è di certo facile, ma conoscendo in profondità il problema ed imparando a non sottovalutarlo è possibile prevenirlo, e di conseguenza ridurre il rischio di imbattersi in problemi più difficilmente risolvibili. Il rischio di contrarre malattie gravi non riguarda solo l’animale, ma anche l’uomo. Per questo motivo è necessario proteggere il nostro animale, ma anche l’ambiente in cui viviamo (che solitamente condividiamo con il nostro amico a quattro zampe).


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